FISCO

PERCENTUALE AGGIO FISCALE E STUDI DI SETTORE

INVENTARIO DI FINE ANNO

AGGIO E PERCENTUALE DI RICARICO PER IL 2006

REGISTRO CORRISPETTIVI: COME RIPORTARE L’INCASSO

AGGIO, RICARICO FATTURATO, REDDITO: SONO COSE DIVERSE!

MAGAZZINO DELL’EDICOLA

PUBBLICAZIONI AL MACERO: COSA SI DEVE FARE

REGISTRAZIONE CORRISPETTIVI: DUE DOMANDE, UNA RISPOSTA


COME CALCOLARE IL PROPRIO GUADAGNO MENSILE

REGISTRI IVA E IRAP

CONTRATTO ESTIMATORIO E FATTURAZIONE IVA

TENUTA SCRITTURE CONTABILI: QUANTO TEMPO CONSERVARE I DOCUMENTI?

GESTIONE EDICOLA: QUALI TASSE PAGARE

 

 


Torna alla pagina iniziale
 

PERCENTUALE AGGIO FISCALE E STUDI DI SETTORE


Volevamo sapere la percentuale aggio per le edicole riguardante l'anno 2004.

 

 

Tenuto conto che la grande maggioranza delle pubblicazioni vendute in edicola hanno la defiscalizzazione del 98,8%, la percentuale di calcolo dell'aggio si considera nella misura del 23,11% ed è valida anche per il 2004, dato che non sono variati gli sconti percentualizzati previsti contrattualmente per i rivenditori.
Tale percentuale scaturisce dal rapporto tra prezzo di cessione della pubblicazione (costo della pubblicazione al netto del 19% sul prezzo di copertina defiscalizzato) e prezzo della pubblicazione al pubblico.
L'aggio del 23,11% è il ricarico che si deve applicare al prezzo di cessione per ritrovare l'incasso, ovvero il ricavo da cui dedurre il guadagno effettivo del rivenditore. Cioè, se il rivenditore ha un fatturato di 1000 euro, vuol dire che dovrebbe avere incassato 1231,100.

Ancora, per esemplificare, prendiamo l'esempio di un quotidiano che costa 0,90 e quindi è addebitato all'edicolante al prezzo di cessione di 0,731052, per cui il ricarico è del 23,11025% [0,731052 x 23,11025% (0,168946)]; quindi sommando il prezzo di cessione 0,731052 al ricavo ottenuto di 0,168946 otteniamo 0,89999999… cioè il prezzo di copertina iniziale.

Riguardo le defiscalizzazione, ricordiamo che dal verbale di accordo tra Fieg e OOSS del 12 febbraio 2002, risulta quanto segue:
 -  prezzo defiscalizzato del 98,8% per le pubblicazioni cedute alla rete di vendita interessate dalle innovazioni fiscali della legge 448 del 2001;
-   96% per le pubblicazioni e cessioni congiunte a supporti integrativi, sottoposte ad IVA del 4%.

-
      
92% per tutte le altre tipologie di prodotto indicate dal d.p.r. 633/72 (art.74, comma 1, lett.c).
La novità fiscale di quest'anno è il concordato preventivo introdotto con la Finanziaria 2004, che sostanzialmente permette di pagare in anticipo le tasse relative al 2004, basandosi sugli incrementi degli anni precedenti. Comunque, in merito a questa spiegazione di massima, ci stiamo attivando per essere più esaustivi in tempi brevissimi.
Ai fini della denuncia dei redditi, comunque, dovremo tener conto delle indicazioni relative agli studi di settore inerenti il trattamento fiscale della categoria, vi invitiamo a consultare la
circolare n. 150 del 2003, presente sul nostro sito (voce informazioni - circolari).

torna alle domande

INVENTARIO DI FINE ANNO


Sono proprietario di un'edicola e avrei bisogno di sapere se sono obbligato a fare l'inventario a fine anno.

L’inventario di fine anno non è obbligatorio, ma sicuramente utile ai fini fiscali poiché permette di scalare tutte le pubblicazioni giacenti in edicola dal totale del fatturato, evitando così i relativi oneri fiscali sul prodotto invenduto.

 

torna alle domande

AGGIO E PERCENTUALE DI RICARICO PER IL 2006


Volevamo sapere la percentuale aggio per le edicole riguardante l'anno 2006.

 

La percentuale media di ricarico per il 2006 si mantiene ancora la stessa del 23,11%. Per aggio si intendono invece, come da contratto, le percentuali spettanti al rivenditore sul prezzo defiscalizzato delle pubblicazioni.

torna alle domande

REGISTRO CORRISPETTIVI: COME RIPORTARE L’INCASSO


Vorrei sapere il metodo esatto per riportare l'incasso o il guadagno della vendita dei giornali sul registro dei corrispettivi.

 

Deve riportare sul registro dei corrispettivi l’intero importo dell’incasso giornaliero.
In sede di dichiarazione verrà determinato il guadagno, tenendo conto anche delle spese inerenti l’attività sostenute.

 

 

torna alle domande

AGGIO, RICARICO FATTURATO, REDDITO: SONO COSE DIVERSE!

Sulla Vostra rivista, rispondendo ad un quesito, avete indicato il 23,11% come ricarico sul fatturato.
Dai calcoli da me effettuati risulta invece un guadagno di circa il 18,9%. Come mai?

Leggendo anche le altre risposte a quesiti sullo stesso argomento, in “Linea Diretta”, si possono notare che gli elementi posti nella domanda sono tra loro ben differenti!

Attenzione: una cosa è il ricarico sul fatturato, altra è il reddito, altra ancora è l’aggio sul prezzo di copertina.


torna alle domande
 

MAGAZZINO DELL’EDICOLA

Vorrei sapere se il magazzino dell'edicola può essere scaricato dal fatturato annuo.

Rispondiamo affermativamente: sì, è possibile scaricare il magazzino dell’edicola dal fatturato annuo. Si veda anche la risposta in questa sede alla voce “INVENTARIO DI FINE ANNO”. In ogni caso, consigliamo di rivolgersi ai consulenti collegati alle nostre sedi sindacali periferiche.

torna alle domande
 

PUBBLICAZIONI AL MACERO: COSA SI DEVE FARE

Quale è la prassi per quanto riguarda le copie da macero?

Per la distruzione di pubblicazioni non piu' vendibili del valore complessivo inferiore a L. 10.000.000 devo effettuare le comunicazioni preventive a mezzo R/R all'Agenzia delle Entrate ed alla Guardia di Finanza o basta un atto notorio?

Data la frequenza con cui ci viene posto il quesito circa merci e copie di giornali non più vendibili, quindi da distruggere, forniamo adempimenti e facsimile del modello da adottare.
Resta inteso che la relativa documentazione dovrà essere consegnata al vostro consulente incaricato per la tenuta della contabilità, affinché proceda alla registrazione, fra i costi, dell’ammontare dei prodotti distrutti.
Tale procedura dovrà essere adottata entro l’anno solare per essere inserita nella contabilità dell’anno di riferimento (es. entro il 31.12.2008 per l’anno 2008).

Il modulo utilizzabile per la comunicazione di distruzione merci (giornali da macero) è il modello di verbale qui fornito, che si può eventualmente richiedere presso l’Agenzia delle Entrate o Guardia di Finanza territorialmente competente.

verbale distruzione merci

In riferimento all’art. 2 comma 4 del DPR 441 del 10/11/1997 e successive modificazioni, possiamo fare una differenziazione tra beni da distruggere per importo inferiore e per importo superiore a € 5.164,56. L’importo totale, in ambedue i casi, è costo straordinario di esercizio e va detratto dal reddito nel rispetto delle norme fiscali vigenti.

Ecco le modalità e i nostri consigli per i due casi.

a) Importo inferiore o pari a € 5.164,65: autocertificazione. Basta una autocertificazione ai sensi dell’art.15 Legge 4/1/68 (ovvero verbale redatto dall’Amministrazione finanziaria) da inviare almeno cinque giorni prima all’Agenzia delle Entrate, nella quale viene indicato il giorno, l’ora e il luogo ove sono state consegnate le copie e dettagliatamente la quantità e il prezzo del materiale distrutto.

b) Importo superiore a € 5.164,65: raccomandata. Per le distruzioni di materiali di un valore superiore a € 5.164,65 è obbligatoria una comunicazione preventiva con raccomandata a r.r. da inviarsi almeno trenta giorni prima all’Agenzia delle Entrate e al Comando della Guardia di Finanza. Nella comunicazione andrà indicato, come nel punto a) la data, l’ora e il luogo dove si provvederà alla distruzione delle copie; il numero e il valore delle suddette.

È probabile che con le suddette comunicazioni avvenga un controllo da parte degli Uffici Finanziari.

torna alle domande
 

REGISTRAZIONE CORRISPETTIVI: DUE DOMANDE, UNA RISPOSTA

In merito alla registrazione dei corrispettivi relativi alle vendita dei giornali chiedo se è corretto aggiungere alla bolletta settimanale di carico dei giornali la percentuale del 23,11% ottenendo così l'incasso lordo da spalmare sui giorni della settimana, in quanto mi riesce difficile sapere l'incasso di ogni singola giornata relativa alla vendita dei quotidiani.
Allo stesso tempo devo caricare sul registro degli acquisti il costo della bolletta di carico dei giornali?
La differenza mi darà il guadagno da dichiarare o c'è un'altra soluzione?

--------------------------------------------

Ho un'edicola ed ho un dubbio riguardo la registrazione degli incassi dell'edicola, vorrei chiedere : io ho sempre registrato nel registro corrispettivi solo l'aggio derivante dalla vendita dei giornali ma mi chiedo se è corretto oppure no. Il dubbio mi è venuto nel momento in cui ho letto un quesito (su Azienda edicola n. 5 ott./nov.2005) dove riportava la registrazione da fare quindi dovrebbero essere registrati gli estratti conto settimanali nel registro acquisti e nel registro corrispettivi registrare gli stessi estratti conto maggiorati della percentuale di aggio.
A suo tempo quando ho iniziato l'attività mi sono rivolto all'Ufficio imposte per chiedere informazioni a riguardo ed allora mi hanno suggerito di procedere nel modo su esposto visto che gli estratti conto non sono dei modelli fiscali ora chiedo a voi come devo comportarmi in seguito continuo a registrare solo gli aggi , visto che poi per differenza tra il registro acquisti ed il registro corrispettivi arrivo comunque a dichiarare solo gli aggi oppure devo comportarmi diversamente?

Per gli incassi dei giornali, essendo IVA assolta all’origine dall’editore ex art.74 DPR 633/72 c.1 lettera c), non vi è l’obbligo della registrazione sul libro dei corrispettivi. Per lo stesso articolo di legge non vi è obbligatorietà di attribuzione di Partita IVA per l’edicolante, [coloro che vendono solo prodotti editoriali e accessori (biglietti di trasporto pubblico, ricariche e/o schede telefoniche, ecc.)], e di conseguenza la tenuta dei libri contabili obbligatori ai fini IVA (registri acquisti, vendite, ecc.). Per dichiarare il reddito ai fini delle imposte dirette, pertanto, si è soliti tenere un libro di cassa dove registrare sia gli estratti conti delle agenzie di distribuzione che gli incassi. Naturalmente sul suddetto registro è possibile annotare anche le spese, che, per il non titolare di partita IVA, saranno comprensive della imposta. L’importo sul quale calcolare il ricarico (23,11%) è il cd “Costo del venduto”: Rim.Iniziali + Costi di acquisto Merci - Rim.Finali. Buona norma sarebbe indicare i ricavi almeno ogni quindici giorni.

La registrazione del solo aggio, come propone qualche Ufficio dell’Agenzia delle Entrate, sarebbe possibile solo nel caso in cui l’Agenzia di Distribuzione lo indicasse alla fine dell’Estratto Conto Settimanale. Considerato che ciò non avviene quasi mai, è obbligatorio far funzionare le ns. registrazioni “a costi, ricavi e rimanenze”.

 

 

 

torna alle domande
 

COME CALCOLARE IL PROPRIO GUADAGNO MENSILE

Avrei bisogno di un piccolo aiuto:
vorrei sapere per filo e per segno come e cosa devo fare a fine mese per poter sapere con precisone quale sia il mio effettivo guadagno.
Vorrei che mi spiegaste la cosa come se io cominciassi oggi la mia attivita'.
 

Verificare l’effettivo guadagno di un edicolante non è così semplice come potrebbe sembrare ad un esterno. Bisogna, innanzitutto, avere un inventario, più preciso possibile, dal quale iniziare. All’importo di detto inventario va sommato, periodicamente il “saldo settimanale” dell’E/C dell’Agenzia di Distribuzione. A fine mese si saprà quanto è il costo della propria merce a quel dato momento. Detta sommatoria va detratta dal totale dell’incasso del mese di riferimento. Naturalmente chi avesse, oltre ai prodotti editoriali, altri tipi di merce, biglietti dei mezzi di trasporto, schede e/o ricariche telefoniche, ecc., dovrà estrapolare dal totale dell’incasso giornaliero l’incassato dei suddetti beni. A questo punto va riconteggiato l’inventario delle merci in giacenza e confrontato con quello iniziale. Se l’importo dell’inventario finale risulta maggiore di quello iniziale parte del guadagno è un incremento del valore delle immobilizzazioni e pertanto ho guadagnato di più di quello che effettivamente è rimasto in cassa; viceversa se inferiore, ho intaccato le mie scorte e il guadagno effettivo del mese è inferiore a quello che risulta dal primo calcolo [Ricavi-(Costi + Rim.Iniziali)]. Inoltre, dal conteggio prima descritto andranno tolti i costi di gestione mensili, e se vogliamo essere precisi 1/12 di imposte, di contributo INPS, ecc.. E’ ovvio che questo tipo di /conteggio è impossibile da farsi mensilmente visto la mole di pubblicazioni e carico di lavoro che ha oggi un edicolante. E’, però, buona abitudine farlo almeno una volta l’anno, per rendersi conto di quanto effettivamente rende l’attività. Vi ricordo che nell’inventario delle merci non va conteggiato il conto-deposito e il totale del suddetto inventario, se fatto sul prezzo di copertina, va riproporzionato al costo di acquisto.

torna alle domande
 

REGISTRI IVA E IRAP
 

Sono un edicolante in contabilità semplificata con rivendita di giornali ed altri prodotti.
Come si registrano sui registri IVA gli estratti conto settimanali dei distributori?
Ai fini IRAP come si registrano gli incassi?

 

Sulla prima domanda, valgono le risposte già date in questa rubrica (vedi: REGISTRAZIONE CORRISPETTIVI: DUE DOMANDE, UNA RISPOSTA).

Per riepigolare:

Dell'Estratto Conto va registrato il solo "Saldo Settimanale" vale a dire "Invio - Resa". L'importo è Non soggetto a IVA Ex Art.74 c.1 lettera c DPR 633 del 26/10/1972.

 

Per quanto concerne le registrazioni ai fini IRAP sono le stesse fatte ai fini IRPEF e/o eventuali registrazioni ai fini IVA.
 

Pertanto: Il totale dell'Acquistato dell'anno aumentato delle Rimanenze Iniziali decurtato delle Rimanenze Finali, Ricaricato del 23,11% risulta essere il Totale dei Ricavi.

 

torna alle domande
 

CONTRATTO ESTIMATORIO E FATTURAZIONE IVA
 

Il nostro è un contratto estimatorio?
Se non si ritiene che sia un contratto estimatorio a chi deve fatturare l'edicolante?

 

L’edicolante non deve fatturare, in quanto il rapporto con l’editore è oramai consolidato nella prassi giuridica come contratto estimatorio a tutti gli effetti. L’art. 74 del DPR 633/1972  caratterizza un particolare regime IVA per l’editoria come sistema monofasico di applicazione del tributo che individua l’editore come unico soggetto passivo. Il conto deposito è la forma di contratto estimatorio in uso nel rapporto con il rivenditore. Lo stesso Accordo Nazionale (vedi anche il “Preambolo”) focalizza in tal senso la natura giuridica del rapporto contrattuale che ci lega con il resta della filiera.

Nello stesso ultimo decreto Bersani nulla si rileva che riguardi modificazioni a tale stato in essere. In casi, a puro titolo di esempio, in cui il rivenditore rivende copie in blocco ad uffici o simili che richiedano tale commissione, ne viene rilasciata semplice ricevuta.

 

torna alle domande
 

TENUTA SCRITTURE CONTABILI: QUANTO TEMPO CONSERVARE I DOCUMENTI?

Sono a conoscenza del fatto che le scritture vanno conservate per 10 anni, ma tale obbligo si riferisce anche alle bolle di accompagnamento dei quotidiani e periodici o solo agli estratto conto?
 

 

Dal punto di vista civilistico, sarebbe il caso di conservare tutti i documenti per 10 anni.
Dal punto di vista fiscale, invece, i tempi sono più brevi; ma cambiano a seconda se si è provveduto a fare il cosiddetto "condono tombale" o meno.

 

 

torna alle domande
 

Sono in procinto di acquistare un chiosco-edicola e vorrei sapere i passi che occorre fare tra me e il rivenditore inoltre che tipo di tasse occorre pagare nella gestione dell'edicola.

 

Nella gestione dell'edicola, se trattasi di esclusivo, pagherà, a seguito della compilazione dell'Unico, l'IRPEF, l'IRAP ed i contributi INPS cui dovrà iscriversi non appena avrà acquistato l'edicola.
Inoltre pagherà la tassa occupazione suolo pubblico se si tratta di un chiosco.
Per acquistare l'edicola dovrà ovviamente farlo mediante atto notarile.
Nel caso non fosse un "esclusivo" sarà sottoposto anche all'IVA con tutti gli adempimenti relativi.

torna alle domande