VARIE
I GIORNALI LI LEGGONO… GRATIS!

DIFFUSIONE MATERIALE PUBBLICITARIO

VALUTAZIONE EDICOLA

FINANZIAMENTI

VALORE EDICOLA E CALCOLO DELL’AGGIO

REGOLE PER ESCLUSIVI E NON ESCLUSIVI

PERIODICI CON LO SCONTRINO

INVENTARIO GIACENZE AL PASSAGGIO DI TITOLARITÀ

SMALTIMENTO CARTONI VUOTI

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I GIORNALI LI LEGGONO… GRATIS!

Nonostante quanto si dice, in Italia i giornali sono molto letti: gratis, al bar! Non è un problema simile a quello dei libri, che è vietato fotocopiare? Inoltre, c’è qualche norma che vieta al cliente di sfogliare i giornali in edicola senza comprarli?

In effetti, vi sono analogie riscontrabili tra la lettura gratis di giornali al bar, in edicola, o altrove e la copiatura abusiva dei libri in commercio. Non parliamo tanto della tradizione secolare del giornale offerto in lettura al pubblico di bar o parrucchieri, poiché ciò è fuori discussione. Parliamo di quei bar, ed esercizi analoghi, che hanno ottenuto di vendere giornali a seguito della sperimentazione. In questi esercizi commerciali, i giornali sono in vendita, quindi si deve far rispettare la stessa normativa prevista dall’Accordo Nazionale per le edicole.
L’articolo 7 (Impegni delle Rivendite) del vigente Accordo, all’ultimo punto, infatti così recita:

“Le Rivendite si impegnano: (…)
a non dare in lettura a nessun titolo e per nessun motivo le pubblicazioni poste in vendita.”

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DIFFUSIONE MATERIALE PUBBLICITARIO

Siamo un'agenzia di pubblicità e comunicazione abruzzese, mi rivolgo Voi per richiedere delle informazioni relative ai servizi aggiuntivi praticati dalle edicole.
In altre occasioni si é verificata la necessità di utilizzare le edicole per la diffusione di materiale pubblicitario eventualmente consegnato dall'edicolante all'atto della vendita di periodici/quotidiani a seconda degli accordi.
Mi sfugge al momento la procedura da adottare in questi casi per approntare un servizio simile , Vi sarei dunque molto grata se potesse illuminarmi in merito alla questione dandomi le indicazioni necessarie.
 
L'attuale Accordo Nazionale impedisce la diffusione di materiale pubblicitario congiuntamente ai prodotti editoriali, a meno che non siano gli stessi Editori a richiederlo. Consigliamo di contattare la sede regionale del Sindacato per verificare eventuali accordi in merito, tenendo conto di quanto sopra.

 

 

 

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VALUTAZIONE EDICOLA

Salve, sono un'edicolante della provincia di Milano, essendo costretta per motivi di salute a vendere la mia attivita' e non solo di giornali e tenendo conto di aver effettuato nell'anno 2003 un fatturato di 50.000 euro desidererei sapere approssimativamente la somma da poter chiedere ad un eventuale acquirente. premetto di aver incaricato della vendita un'agenzia e la mia richiesta e' stata di 40.000 euro trattabili ringrazio sin d'ora per la delucidazione e la disponibilita'.

 

Gentile Signora, volentieri Le daremmo delucidazioni in merito alla sua richiesta, ma resta il fatto che ogni edicola è diversa dall'altra. Le valutazioni da fare per calcolarne il valore sono molteplici e su di esse pesano la collocazione logistica del punto vendita, il valore del prodotto editoriale e non che vi rimane giacente al momento del passaggio di titolarità, e così via. Non possiamo quindi, in mancanza di tutti questi elementi fornire una stima appropriata. Sicuramente troverà un valido ausilio ed orientamento presso la nostra struttura sindacale di Milano ed eventualmente richiedere un contatto con i loro consulenti in materia.

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FINANZIAMENTI

Vorrei sapere se sono previste particolari forme di finanziamento per rilevare un'edicola.
Grazie

Con la legge n. 62 del 7 marzo 2001 (norme sull'editoria) all'art. 5 viene introdotto il credito agevolato anche per la rete di vendita dei giornali. Non si fa specifica menzione di accesso al finanziamento per NUOVE edicole, ma per ristrutturazione, ampliamento, ammodernamento logistico ed informatico di punti vendita esistenti. Quindi la richiesta può essere fatta in caso di rilevamento di esercizio esistente e da ristrutturare. In ogni caso, grazie al Governo in carica, non è stato ancora emanato il Regolamento previsto dalla legge 62, per cui il credito agevolato al momento non è stato attivato e le stesse modalità di accesso con cui è stato presentato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri risultano fin troppo gravose per il rivenditore che ne farebbe richiesta. E' ovvio che il Sindacato protesta con fermezza di fronte a questo stato di cose, che annulla una conquista legislativa di grande rilievo ottenuta nella passata legislatura. Ci stiamo comunque attivando sotto due altri aspetti:
 -  l'accesso ai fondi europei nelle Regioni;
 - la ricerca di convenzioni soddisfacenti con Enti assicurativi e finanziari a loro volta già convenzionati con le Confederazioni sindacali.
Aggiorneremo notizie in merito sul sito non appena disponibili.

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VALORE EDICOLA E CALCOLO DELL’AGGIO

Vorrei sapere se, per calcolare il valore di una edicola, è corretto moltiplicare l'aggio annuale per 3 anni?
Grazie

È noto che le valutazioni da fare per calcolare il valore di un’edicola sono molteplici e su di esse pesano la collocazione logistica del punto vendita, il valore del prodotto editoriale e non che vi rimane giacente al momento del passaggio di titolarità, e così via.
Di norma, il valore commerciale dell’edicola si dovrebbe recuperare in quattro anni circa.
Pertanto la valutazione che dovrà fare chi acquista è quella di arrivare al break even in quel periodo, dato il guadagno del punto vendita.
È da tener presente che il ricarico sul fatturato (estratti conto) per il prodotto editoriale è del 23,11%

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REGOLE PER ESCLUSIVI E NON ESCLUSIVI

Carissimo SINAGI sono un giornalaio perchè così è bello e giusto chiamarsi, la mia famiglia lo fa da 3 generazioni, sempre iscritto al SINAGI.
Vorrei farvi una domanda :
come mai, tabaccai, distributori di benzina, eccetera, che hanno la licenza di vendita per i giornali uguale alla mia, la domenica chiudono e fanno le ferie quando vogliono?
Addirittura quando i tabaccai minacciavano lo sciopero gli editori volevano sapere chi aderiva e chi no per non inviare i giornali a chi scioperava, questo è ingiusto.
Hanno voluto la licenza, e quindi le stesse regole che valgono per noi devono valere anche per loro, altrimenti a questi esercizi la FIEG non dia più nessun giornale, in quanto durante la settimana ci danneggiano e alla domenica si permettono di riposare, e noi mi sia passato il termine, cornuti e mazziati.

Prima di tutto chiariamo che il Decreto Legislativo 170/2001 crea una distinzione tra rivenditori esclusivi (i rivenditori tradizionali) ed i rivenditori non esclusivi.

Questi ultimi possono vendere ai sensi dell’ autorizzazione amministrativa quotidiani, riviste o entrambi se hanno partecipato alla sperimentazione (legge 108/1999) e dimostrano l’effettiva vendita del prodotto editoriale.

Per quanto attiene agli obblighi contrattuali, quelli cui lei fa riferimento, questi sono in obbligo ai rivenditori esclusivi poiché l’Accordo Nazionale disciplina la vendita dei giornali dei rivenditori, quando questa attività rappresenta l’attività prevalente.

Per quanto attiene il suo esempio specifico, le ferie o gli orari, questi rispondono alla disciplina comunale di settore cui fanno riferimento data l’attività prevalente (es. tabacchi, bar ecc); così come, da una nostra valutazione, per esempio, non dovrebbero aver diritto al trasporto delle pubblicazioni franco punto vendita (diritto nato da un’intesa sull’accordo nazionale).

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PERIODICI CON LO SCONTRINO

Nei supermercati della nostra provincia i quotidiani e i periodici sono pagati dal consumatore con lo scontrino della spesa totale fatta nel supermercato. Gradiremmo sapere se tale procedura è legale e quale norma lo vieti o lo consente.

Con il passaggio dalla sperimentazione ex legge 108 del 1999 al Dlgs 170 del 2001 (che ne attua le deleghe in modo definitivo), decade l’obbligo di separazione contabile per i giornali negli esercizi non esclusivi. Tale obbligo vigeva solo in ragione di una semplificazione di calcolo delle copie vendute nella GDO, nei passati 18 mesi di sperimentazione del 1999.

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Sono un futuro edicolante, vorrei sapere come avviene la presa in carico delle riviste giacenti in edicola al momento del passaggio di proprietà dell'azienda.
Devo pagarle all'edicolante uscente?
Quindi bisogna fare un inventario ?
Come posso sapere quali sono quelle vecchie non rese e quelle in conto deposito?
Come mi vengono contabilizzate?
Ho telefonato al distributore locale e mi ha detto che e' prematuro farmi sapere qualsiasi cosa e che si farà tutto dopo il rogito.
Spero in una vostra migliore risposta.
 

E’ d’obbligo fare l’inventario; così come c’è l’obbligo del distributore locale di riepilogare le riviste in conto deposito.
Per facilitare potrebbe richiamare in resa prima dell’inventario, concordando con il titolare la data del reso. Se ha molti dubbi circa la giacenza delle pubblicazioni nella rivendita, potrebbe pretendere l’edicola vuota in modo di non avere contenziosi con l’agenzia (ma è un metodo, questo, che non si usa mai)..

 

 

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Vorrei acquistare un'edicola già esistente e per far ciò sto chiedendo un mutuo, ho portato in garanzia il mio appartamento e le mie tre ultime buste paga.
Mi è stato chiesto inoltre dall'agenzia che si occupa di questa pratica una scrittura di proposta di acquisto in forma privata, come motivazione alla richiesta del prestito.
In forma privata per far si che se per qualche motivo non mi venga concesso il mutuo non devo pagare nessuna somma alla venditrice e nel frattempo se qualcun altro si presenta con i soldi in contanti prima di me per acquistare l'edicola lei sarebbe padronissima di farlo.

E' possibile questa cosa?

E' prassi che venga fatta una proposta d'acquisto (in quanto non registrata è sempre una "scrittura privata", si dice atto pubblico la scrittura regolarmente registrata) corredata di caparra confirmatoria, spesso di importo modesto e per un periodo non lungo (circa un mese, lasso di tempo necessario per avere notizie certe circa il mutuo) per impegnare le parti. Questo vuol dire che, nel caso non Le fosse erogato il finanziamento Lei perderebbe la caparra, viceversa se la promittente venditrice trovasse un altro acquirente Le verrebbe restituita la caparra doppia.

Altre volte l'assegno a garanzia viene lasciato presso una parte estranea alla promessa di vendita (Agenzia immobiliare, Commercialista, ecc.), indicando che "in caso di mancata erogazione del mutuo la proposta di acquisto non si perfeziona".
Naturalmente la parte promittente la vendita firmando una proposta del genere sa benissimo di impegnarsi per un certo periodo, che verrà indicato nella suddetta proposta, e non potrà vendere ad altri possibili acquirenti.
Tutto ciò è bene che venga scritto e controfirmato dalle parti.

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Il comune dove svolgo la mia attività, con delibera, ci impone di depositare i cartoni vuoti soltanto nei giorni di lunedì e sabato entro le ore 9,00 nei pressi dei cassonetti. La mia domanda è questa:

1) è vero che i cartoni sono rifiuti speciali?
2) esiste qualche legge o regolamento in materia per il deposito dei cartoni nella spazzatura?

In considerazione che paghiamo di TARSU oltre € 3,00 al metro quadrato, ci impongono di tenere i cartoni per una settimana nel negozio.

I cartoni sono considerati generalmente rifiuti urbani destinati al riciclaggio, quindi non sono rifiuti speciali. Fanno parte, nel nostro caso, dei rifiuti urbani così definiti dalla legge: rifiuti domestici anche ingombranti rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade, rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche.

La materia è regolata dal Decreto Legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 noto anche come “Decreto Ronchi” e dalle successive modificazioni, reperibile sul sito del Ministero dell’Ambiente www.minambiente.it alla voce “Ordinamento”. Da tale decreto di normativa nazionale discendono le leggi regionali in materia di smaltimento rifiuti e i conseguenti provvedimenti dei Comuni.

Nel suo caso, il Comune si è attenuto a quanto previsto dal Dlgs 22/97 circa la gestione degli imballaggi, evidentemente trovando consone alle risorse comunali le due giornate indicate. In tale frangente non si può fare molto, a meno che non si richieda al Comune, magari raccogliendo le firme di tutti gli interessati nella stessa strada, un servizio suppletivo, con l’implementazione di giornate ed orari dedicati alla raccolta differenziata del cartone, oppure chiedendo se sia possibile installare un apposito cassonetto di raccolta carta e cartoni.

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